09.11.2018 – di Don ANTONIO INTERGUGLIELMI – Cappellano Rai – Saxa Rubra (Roma) –

Dare a Dio la parte migliore, quella più preziosa, più cara. Non importa se poi, come nel Vangelo di questa domenica, si tratta di molto poco: la vedova ha dato solo due spiccioli, ma era tutto quello che aveva da offrire.
Questo vorrà dire fare esperienza della Sua generosità e della Sua provvidenza, che non ci abbandonerà né alla povertà, né alla solitudine, né all’ingiustizia. Fare esperienza di Dio.

Dare il superfluo a Dio invece è rimanere a margine, nel dubbio e nel compromesso: Il Signore non può fare nulla con noi, perché ci lascia liberi di scegliere “altri dei”, che ci impediscono di vedere il Suo Amore infinito.

Il Signore non guarda la quantità, non è interessato all’economia o al profitto: guarda il cuore. Dare tutto a Dio significa affidare a Lui le cose più importati, quelle a cui teniamo di più. Dare a Lui il primo posto: nel lavoro, negli affetti, nelle scelte piccole o grandi scegliere la “via” di Dio. Questo è dare tutto, come la povera vedova.

Forse oggi al Signore basta solo che il tuo cuore lo desideri. “Abbi pietà della nostra debolezza. Non ti stancare di noi. Accetta quello che solo ci rimane da offrirti: il nostro desiderio” (Divo Barsotti, Preghiere e Meditazioni).