20.10.2019 – di DON ANTONIO INTERGUGLIELMI –

La preghiera è come il cuore per l’uomo: se non va bene tutto l’organismo ne risente, la fede e la speranza rimangono come spente, senza forze.
Nella vita cristiana tutto è Grazia, ma questa va ricercata. Mettersi a pregare troppe volte la consideriamo come l’ultima possibilità rimasta, esaurite tutte le nostre possibilità, cerchiamo di vedere se Dio interviene…
Per il cristiano invece la preghiera è la priorità: dall’inizio della giornata si rivolge al Signore, conosce che ha bisogno, ha necessità di rivolgersi a Suo Padre che è nel Cielo, perché ha bisogno che lo accompagni, lo sostenga e lo aiuti nel combattimento che dovrà affrontare anche quel giorno.
La sapienza della Chiesa ci invita ad aprire le nostre giornate con la preghiera delle lodi, dicendo “Signore apri le mie labbra, e la mia bocca proclami la Tua lode”. Questo è quello che desideriamo fare, proclamare con le nostre labbra e la nostra vita le grandezze di Dio, annunciare la Sua Misericordia.
Ma non sempre è facile: per questo chiediamo – ogni giorno – che Lui ci aiuti, ci apra gli occhi per vedere la strada della vita e avere la forza per prenderla.
Non c’è niente di più importante che iniziare la giornata in questo modo, chiedendo aiuto e conforto al Signore: non è questione di tempo, ma di aver provato che con la preghiera la nostra giornata è diversa, è illuminata.
Perché, come disse una volta un saggio “la preghiera non è questione di tempo, ma d’amore!”