16.11.2019 – di DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Il Vangelo di Luca di questa domenica fa pensare alla frase dello scrittore inglese Gilbert K. Chesterton, il famoso autore dei romanzi di Padre Brawn, che si convertì al cattolicesimo anche grazie all’amicizia di padre John O’Connor, il sacerdote che sarà proprio l’ispiratore del personaggio: «Quando l’uomo smette di credere in Dio, finisce per credere a qualsiasi cosa».
E’ quello che sta accadendo nel mondo, soprattutto nei nostri paesi cosiddetti evoluti e sviluppati: purtroppo la profezia che ascoltiamo questa domenica già la stiamo vedendo realizzata. Non si ha più fede in Cristo e allora ci si rivolge a qualsiasi “stramberia” che molto spesso più è confusa e ridicola, più ha seguito.
In ogni uomo, in ognuno di noi, c’è questa sete d’infinito, di qualcosa che vada oltre quello che vediamo: è la prova che abbiamo un’anima, creata da Dio e che quindi ha “sete” di conoscerlo, di tornare a Lui. Come un figlio che ha bisogno di conoscere chi è suo padre e sua madre.
Ma c’è anche chi vuole impedire questo. Perché l’uomo che incontra la sua profonda origine, che scopre il Dio di Gesù Cristo, è un uomo libero, capace di riconoscere la verità. Un uomo che sa amare, che vive con gioia e apertura la vita. Un uomo davvero “ricreato”.
E questo dà fastidio a chi non ama l’uomo ma il potere e i soldi: “Vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori…a causa del mio nome”, ci profetizza Gesù nel Vangelo.
Ci sono ragioni nascoste per cui oggi c’è questo accanimento contro la Chiesa e la fede cristiana, mentre si incoraggiano sette, maghi, con menzogne e credenze assurde, pur di tenere lontano l’uomo dalla verità.
Facciamo tesoro di questo Vangelo di Luca, perché lo Spirito Santo ci doni il discernimento per non cadere in queste trappole mortali, che uccidono la Verità e il progetto di felicità di Dio in noi: “Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”.