9.02.2020 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Il cristiano è un uomo che irradia attorno a sé la luce, che mostra con la sua vita che Cristo è vivo: non perché sia un uomo migliore degli altri, ma perché in lui agisce una Grazia che lo supera. Fa cose che sono incomprensibili per chi non conosce Cristo. Fa opere di vita eterna.
La fede non è una scelta intellettuale, ma è dare spazio al Signore, accogliere il Suo Spirito. Come ci dice San Paolo nella seconda lettura di questa domenica, l’unica Sapienza, quella che mai ci darà il mondo o la cultura, è «aver conosciuto Cristo Crocifisso», aver sperimentato che esiste il Suo amore gratuito. Solo questa esperienza ci fa uomini nuovi, persone in cui agisce lo Spirito Santo.
C’è un potere che viene da Dio, che si è manifestato nella Croce di Cristo e che continua ad agire nella storia di chi lo accoglie: è questo il “sale” di cui parla il Vangelo di Matteo, l’unica cosa che dà davvero un senso alla nostra vita, che non invecchia o stufa, perché è il sigillo della vita eterna, che si manifesta solo nell’Amore gratuito di Cristo, che vince le nostre morti.
Il cristiano che si è incontrato con Cristo mostra allora questo “sale” di cui parla il Vangelo nelle sue difficoltà e sofferenze: può perdonare chi gli fa del male, accettare la sua storia senza mormorare o dare la colpa agli altri, amare senza pretendere di essere ricambiato. Lo può fare perché Cristo che ha vinto la morte vive dentro di lui.
Ecco perché incontrare un uomo così non vuol dire trovare una brava persona, perché per quanto mite e virtuosa possa essere mai potrà fare opere di vita eterna con le sue forze. Significa aver incontrato un cristiano. Questo incontro è la luce che illumina il sentiero della vita anche di chi non ha fede. Gli dà Speranza.
«Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».