11.04.2020  DON ANTONIO INTERGUGLIELMI 

Pasqua 2020: quest’anno ci siamo preparati in maniera unica, con le liturgie domestiche vissute in famiglia, alla televisione o con i collegamenti via web delle nostre diocesi e parrocchie. In questa situazione difficile e inaspettata forse siamo stati capaci di riconoscere che era nascosta una grazia: l’opportunità di riscoprire l’intimità con Gesù Cristo.
Perché non sono le palme che non abbiamo ricevuto, le processioni che non abbiamo fatto, la Veglia che non abbiamo vissuto…ma se Cristo lo abbiamo incontrato e scelto nella nostra vita e così, come le donne al sepolcro, lo abbiamo potuto vedere risorto.
Tutto il resto, possono essere riti, soltanto belle tradizioni, che non ci cambiano in nulla.
Incontrare Cristo è riconoscere che Lui è la Verità. Significa scegliere una via totalmente contraria al mondo, alle nostre idee di felicità, all’illusione che siano la giustizia dell’uomo e le sue opere che salvano. Tante volte, proprio in nome della giustizia, dell’affermazione del proprio pensiero, si annulla l’altro: accade così che anche chi si dichiara cristiano, nelle sue opere, sceglie Barabba e rifiuta Cristo. Sceglie la giustizia, no l’amore.
La Pasqua di Cristo è il capovolgimento di tutte le aspettative dell’uomo: è un innocente, come lo descrivono i Canti del Servo sofferente del profeta Isaia, che offre il suo sangue per noi, per donarci la vita Eterna. Dio ha mostrato in questo agnello mansueto il Suo volto: in un innocente, il solo innocente, l’agnello senza macchia, che offre il suo collo agli aguzzini, per la Salvezza mia e tua.
Cristiani è divenire questo agnello mansueto, che porta su di sé l’ingiustizia e il peccato dell’altro, come Cristo: è possibile che questo avvenga in noi non come un atto di virtù, ma come un dono del Suo amore gratuito. Questa è la strada della felicità, che tutti cerchiamo, perché è ricevere la vita Eterna già oggi, ricevere cioè la capacità di amare, che solo Cristo ci dona.
Ecco cos’è la Pasqua: passare dall’uomo della giustizia, all’uomo dell’amore.