28.06.2020 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Canterò per sempre l’amore del Signore, ripeteremo alla proclamazione del Salmo 88 questa domenica. Un ritornello che il cristiano che ha cercato di mettere in pratica la Parola, sente sgorgare dal profondo del cuore, perché ha potuto vedere nella sua vita la fedeltà del Signore. Ha rischiato per seguire Cristo, non è sceso a compromessi.
Fidarci di Lui, può voler dire scendere in qualche modo nella morte, come ci annuncia san Paolo nella seconda lettura: rinunciare agli affetti per Cristo, al potere per non far del male agli altri, alla carriera per difendere la famiglia, ad una facile occasione di piacere per rimanere fedele alle promesse fatte.
Chi ha fatto questo, ha sperimentato cosa significa “morire” a sé stesso. Ma ha anche trovato la strada per “camminare in una vita nuova”, dove ha incontrato Cristo e ha sperimentato la sua Resurrezione, che non è rimasto nella tristezza e nella delusione. Fidarci di Dio: è la realizzazione del nostro battesimo, che un giorno abbiamo ricevuto non perché è una tradizione, ma perché potessimo vivere una vita piena e meravigliosa nel Signore.
Tutti noi abbiamo una chiamata alla Santità, ognuno in modo differente, ma è di tutti! Ma non si può rispondere a questa chiamata del Signore se non fidandoci di Lui: “non ho bisogno dei vostri olocausti e dei vostri sacrifici”, troviamo scritto nel libro del profeta Isaia, ma del “vostro cuore”.
Non si tratta di un esame a cui Dio ci sottomette: ce lo chiede perché possiamo scoprire finalmente l’amore di Dio, la tenerezza di Sua madre, la Vergine Maria…e magari ne prendiamo finalmente un po’ per noi, da usare verso gli altri.