05.07.2020 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

San Paolo nella seconda lettura della Messa di questa domenica ci ricorda che il Cristianesimo è la vittoria sulla morte, che Cristo ci ha guadagnato con la Sua Croce: è meraviglioso sapere che noi non moriamo.
Incontrarci con Lui significa entrare nel mistero della vita, perché Cristo è venuto a dare senso alla nostra vita e a spiegarci il perché, il perché delle malattie, della sofferenza, della vecchiaia, della morte e delle guerre.
Ma sappiamo che c’è il peccato: l’uomo è libero, Dio lo ha fatto libero, l’uomo può nella sua libertà occupare il posto stesso di Dio; e uccidendo Dio in sé, la sua vita perde senso, l’uomo diventa tiranno, crudele, vendicativo, appoggia la sua esistenza sul denaro. Diventa una belva.
Per questo uomo, che deride Cristo, gli altri sono gente da usare per il suo piacere, anche con l’amicizia, o da detestare perché sono scomodi, perché sono stupidi, perché non mi danno niente; sempre da usare perché io, io sono il centro di tutto.
Questa è la maledizione del peccato; Io sono al centro.
Io devo essere il migliore, non deve fare caldo, non mi deve far male la gamba, non mi deve far male la testa, mio marito deve essere un agnellino, mia moglie deve essere molto buona.
Io il centro del mondo.
Come potrà salvarsi quest’uomo se Dio nel Vangelo di oggi ci dice che la fede, le cose di Dio, sono rivelate solo ai “piccoli”?
Per salvarlo, Dio manda un vento contrario, un fallimento, un buio pesto, un tempo senza fede, senza sentimenti, la vecchiaia…per farlo un po’ umile: in quella situazione concreta forse potrà uscire da sé e scoprirà il Signore vicino, risorto, finalmente potrà ascoltare la Sua voce che gli dirà: “In questo che oggi ti succede, non dubitate, guarda Cristo risorto. Lui ha un potere, conosce quello che stai passando, sa quello che ti sta accadendo e questo ti deve accadere perché tu cammini sulla morte, ti liberi dalla schiavitù di te stesso”.
In questa sofferenza, per la prima volta, capirà davvero che significa Amare e potrà scoprire la Vita.