30.08.2020 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Non possiamo meravigliarci dell’atteggiamento di Pietro davanti all’annuncio della Passione, che arriva addirittura a rimproverare Gesù, scandalizzato: noi avremmo fatto lo stesso! Come è possibile che Lui, il Maestro e Signore, debba sottoporsi a queste ingiustizie, fino ad accettare di morire in Croce! Non solo non è giusto, ma nemmeno ha un senso!
Pietro è l’uomo della carne, quello che vive anche in noi: un uomo che non capisce se non la giustizia, che è concreto e logico. Dovrà fare un salto di qualità, passare dalla legge all’amore, dalla giustizia alla misericordia, dalla logica della ragione a quella del perdono.
E’ questo il cammino di ogni cristiano. Anche per noi, come per Pietro, è un cammino che passa attraverso la scoperta dell’insufficienza dei nostri ragionamenti, dell’inutilità di ricercare una sicurezza e un posto stabile attraverso la religione, facendo del Signore quasi il nostro servitore e il risolutore dei momenti difficili. Come per Pietro sempre la fede passa attraverso il fallimento di false aspettative, prima di tutto verso sé stessi.
Per questo nel Vangelo di questa domenica Gesù risponde a noi dicendoci: Vuoi seguirmi? Rinnega tutti i tuoi ragionamenti, prendi la tua realtà e lì scoprirai il vero volto di Dio: l’Amore. Finché vorremo cambiare la nostra storia e gli altri, faremo solo tanta fatica, senza incontrare mai Gesù Cristo.
Cristo ci attende nella nostra realtà, forse di debolezza e di poca fede, di precarietà e di paura del domani, proprio come quella degli Apostoli, ma è lì che potremo scoprire chi è nostro Padre, potremo finalmente incontrare il Suo Amore e diventeremo capaci di portarlo agli altri.
Santa Madre Teresa di Calcutta, che festeggeremo questa settimana, diceva “La Santità non consiste nel fare cose straordinarie, ma nell’accettare con un sorriso quello che Gesù ci manda”.