11.10.2020 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

La fede è un invito. Il Signore ci viene a chiamare per rendici partecipi della Sua opera di Salvezza, della gioia che proviamo quando siamo invitati alle nozze del nostro più caro amico. Siamo invitati oggi dal Signore a gioire insieme a Cristo, Suo figlio.
Come Gesù quando chiama i suoi discepoli non gli obbliga a nulla, non gli chiede prima di cambiare vita, ma gli invita a seguirlo. Sarà la conoscenza di Lui, il divenire partecipi dei miracoli, la gioia nell’ascoltare le Sue parole di vita, ma soprattutto l’essere testimoni della Risurrezione e della Sua vittoria sulla morte, che cambierà il loro cuore.
Questa domenica, come tutti i giorni, è un tempo favorevole per la conversione, un’opportunità per la nostra vita, spesso faticosa e difficile, di aprirsi all’opera di Dio, per trasformarla in qualcosa di meraviglioso, di inaspettato, di così bello che mai avremmo potuto sperare.
Spesso però per la conversione, perché accettiamo questo invito, perché si possa realizzare questa trasformazione, è necessario aver fatto esperienza del fallimento delle nostre aspettative, aver visto che con le nostre forze non siamo stati capaci di trovare quella felicità che credevamo.
Allora anche i fatti spiacevoli, i nostri fallimenti, perfino i dolori, non sono inutili, ma divengono un’occasione, un’opportunità per cambiare rotta, per gridare a Dio e finalmente accorgerci che Lui c’è accanto a noi e con noi, che non ci lascia soli ma viene in nostro soccorso.
La Salvezza portata da Cristo è per tutti, ma tante volte, preferiamo le nostre vie, disprezziamo gli inviti del Signore: questo non perché siamo cattivi, ma perché dubitiamo che le vie del Signore siano davvero un invito alla gioia, ad una festa. Viviamo la fede come un dovere, non come una Grazia.
Siamo tutti invitati al banchetto di nozze, Cristo stesso ci dona l’abito candido: quello delle opere Sante che ha preparato per chi accetta di essere presente!