18.10.2020 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Se vogliamo vedere a che punto è la conversione di un uomo, non basta vedere quanto è devoto, guardiamo al suo rapporto con i soldi: ecco perché nel Vangelo di questa domenica i farisei, che non sono degli sprovveduti e pensano male di Gesù, per tendere un tranello gli fanno una domanda sulle monete.
I soldi, come gli affetti, sono gli aspetti più difficili da dominare. Possiamo dichiarare un grande amore al Signore, essere trasportati sentimentalmente e fare lunghe preghiere…ma vediamo le cose concrete e capiremo cosa c’è nel cuore. L’uomo che ha‍ incontrato Cristo ha imparato a sapersi liberare da questi legami, a valutarli con sapienza, almeno a dominarli.
Il cristiano è un uomo che dall’incontro con Cristo ha assaggiato la libertà, anche dai soldi: ha scoperto che la vita non gli viene dal possedere, né dall’essere ricercato e ammirato, perché tutto questo è molto temporaneo, passa presto e si rimane profondamente soli: questo è il frutto di quando mettiamo al centro della nostra vita il denaro, il potere, il successo.
L’uomo solo è l’immagine della morte: così, puoi essere tanto potente, molto ricco, noto e ricercato, ma solo, terribilmente solo. E così l’avarizia, che è l’espressione più compiuta di questo uomo attaccato ai suoi soldi, incapace anche di godersi la vita, incapace di amare gli altri, perché deve sempre difendere le “sue” ricchezze.
Quando saremo nella difficoltà, nella prova, di fronte alle domande sul senso della nostra vita, a nulla ci serviranno tutte queste “ricchezze” che oggi difendiamo con tanta passione: le case, e macchine, gli applausi, i tanti ipocriti che oggi si inchinano davanti a te, i tuoi soldi, saranno come immondizia. In quel momento tutto ci apparirà nella sua giusta misura, vedremo la verità della vita…
Nel Giudizio, quando ci troveremo davanti a Cristo, i nostri soldi a cosa ci serviranno?
Ci difenderà quel povero che tu oggi hai aiutato, quella famiglia che tu, nel segreto, stai sostenendo nel momento del bisogno, per far mangiare i figli, quell’amico che non hai dimenticato nel momento del bisogno: “Fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma” (Luca 12). Usiamo la vera Sapienza, quella di Cristo, no quella ingannevole del mondo.