29.11.2020
Dal Vangelo di Marco “vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fatte in modo che , giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!” (Mc 13,35-37)
Il Vangelo di oggi ci invita a vegliare ossia a non addormentarci mentre attendiamo la celebrazione del Natale-memoria viva della venuta di Dio nella storia per essere il Dio con noi in Gesù-e mentre attendiamo l’ultima venuta di Dio alla fine dei tempi. Vegliare vuol dire tenere aperti gli occhi, mente e cuore per saper leggere i segni dell’amore di Dio nella nostra storia. Lui è venuto e tornerà e ci sta accanto poiché nato, morto, risorto, asceso al cielo per noi, ci fa dono del suo Spirito. Quando attendiamo qualcosa che ci preme difficilmente ci addormentiamo. Il Signore ci preme? Ci interessa veramente? O conduciamo la nostra vita senza rimanere svegli, ossia lasciandoci addormentare dall’abitudine, la superficialità, il non credere fino in fondo che la Pasqua di Cristo ed i sacramenti che la rendono presente ed operante per noi oggi, ci salvi veramente? Oggi proponiamoci di essere più attenti al Signore che tornerà e che già ci vive accanto. Impegniamoci a vivere più attivamente e con attenzione l’Eucaristia domenicale. L’Eucaristia che Gesù ha istituito nella sera dell’ultima cena, seguita dalla notte in cui fu tradito, dal canto del gallo che ricordo’ a Pietro, che si credeva fedele, che in fondo anche lui si era addormentato tradendo il suo maestro, che si è realizzata nella mattina di Pasqua quando il Signore morto sulla croce e’ risorto per noi.
Ancora vegliamo impegnandoci a pregare di più e a riconoscere Cristo nelle persone, soprattutto nei poveri, che ci vivono accanto e che incontreremo. Il Signore vi benedica e buon Avvento.
+ Mauro Vescovo