03.01.2021 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Oggi la liturgia ci presenta ancora il bellissimo prologo del Vangelo di Giovanni: «Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος, il Verbo si è fatto carne!» Dio ha parlato, è venuto a cercarci nella nostra realtà, ha risposto al bisogno che l’uomo aveva di essere salvato! Questo è il Natale che abbiamo festeggiato, la Parola pronunciata da Dio in nostro favore ha preso la nostra fragile realtà, ha assunto la nostra natura perché noi ricevessimo la Sua.
«Καὶ ὁ λόγος σὰρξ ἐγένετο καὶ ἐσκήνωσεν ἐν ἡμῖν, il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi!». Dove è oggi il Signore, ci chiediamo tante volte…? E’ con te, a casa mentre stai con i tuoi figli, al lavoro, quando sei in macchina nel traffico, la sera prima di addormentarti…nelle piccole e grandi cose. Così, chi lo accoglie, come dice ancora il Vangelo di oggi, ha un potere: scoprire che nella vita mai siamo soli.
Siamo soli quando lo rifiutiamo, quando giudichiamo i fratelli per le loro debolezze, senza capire quanta pazienza ha Dio con noi…«rimetti a noi i nostri debiti, come ANCHE noi…» reciteremo oggi nella Messa, con la preghiera del Padre Nostro. Si compie questa Parola in noi? Oppure è solo un “modo di dire”? Perché ti senti giusto? Cristo, l’unico giusto, MAI ci giudica….
Chi oggi può accogliere allora questa Parola? Chi festeggia davvero il Natale?
Chi come i pastori si sente l’ultimo, che non accampa diritti e pretese, che sa accogliere l’altro, non per moda o convenienza. Accogliere l’altro significa saper entrare nella povertà dell’uomo, che non è solo materiale; capire la sofferenza di chi pecca, senza credersi migliore. Accettare chi non la pensa come te. Sapersi mettere in discussione…Chi si crede sempre nel giusto è come gli scribi e i farisei: “Signore ti ringrazio che non sono come loro…”. Ma come giudichiamo gli altri, un giorno il Signore giudicherà noi. Come ci sentiamo migliori, non siamo di Cristo, perché Lui si è fatto l’ultimo.
Il Signore ci doni la “povertà dei pastori”, l’accoglienza dell’ultimo, non quello degli slogan e dei mass-media. I pastori “vennero senza indugio” ci ha detto il Vangelo a Natale: decisi, senza dubitare che avrebbero trovato qualcosa di meraviglioso per la loro “povera” vita.