7.02.2021- DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Nel Vangelo di Marco di questa domenica Gesù compie molte guarigioni: fino a tarda notte gli portano malati e indemoniati e Gesù compie la Sua opera. Guarisce tutti.
Anche noi abbiamo bisogno che Gesù ci guarisca delle nostre malattie, di cui forse non ci rendiamo nemmeno conto: lingua maldicente, cuore indurito e cinico, occhi che vedono solo i difetti, mani incapaci di compiere il bene, piedi che corrono verso i nostri capricci e il peccato. Tante sono le malattie che possiamo avere; tante le conseguenze di queste infermità, per noi e per gli altri.
Se ci rendessimo conto di questo male che vive in noi, potremmo correre da l’unico che sa come curarci, come facevano le folle, portando malati e indemoniati a Cristo.
Andare a curarci significa correre ai sacramenti che Gesù ci ha lasciato, che hanno il Suo potere, quello di guarire le ferite più profonde, anche quelle psicologiche. Sono le medicine che ci ridonano la salute dello Spirito, e non solo.
Quanto bene potremo ancora fare se oggi chiediamo la guarigione a Gesù, quanto può diventare bella la nostra vita, fonte di conforto e sicurezza per chi ci sta vicino!
E quando sei guarito il Signore, come dice San Paolo nella prima lettera ai Corinzi di oggi, ti chiama ad annunciare il Vangelo, la Buona notizia, a far partecipi anche gli altri della potenza risanante di Cristo.
San Girolamo nel commentare questo Vangelo ricorda che la guarigione si manifesta proprio nel servizio che prestiamo a Gesù che ci ha guarito, come la suocera di Pietro: è il segno della salute ritrovata!