14.03.2021 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Ognuno di noi corre il rischio di vivere senza andare nella profondità delle cose della vita: si rimane in superficie, per paura o per comodità, ma poi avviene che, malgrado il successo che possiamo avere avuto nella vita, i traguardi raggiunti, ad un certo momento ci accorgiamo che qualcosa ci manca.
Questo è il momento che sta vivendo Nicodemo: un uomo di successo, che è stimato, una persona influente e che conosce come vanno le cose; ma un giorno incontra un uomo che come mai nessuno prima ha la capacità di parlare al suo cuore.
Da uomo intelligente capisce che ha un’occasione per poter affrontare quell’insoddisfazione profonda a cui cerca di non dare importanza, ma che continuamente ritorna; quell’uomo dice cose che sanno consolarlo, sembrano dare una risposta alla sua ricerca di senso.
Nicodemo vive quel momento in cui ci possiamo rendere conto che Dio non ci ha creati soltanto per avere successo, per fare soldi, perché passiamo i nostri anni sani e pasciuti, ma perché la nostra vita sia fonte di pienezza, per noi e per gli altri. Vive un momento prezioso, finalmente entra nella verità, e si chiede per che cosa stia vivendo.
Così, Nicodemo va a cercare Gesù di notte, di nascosto, forse preso dai suoi pensieri che non lo lasciano dormire.
E Cristo gli svela la via della Salvezza: guardare e seguire Lui, come gli israeliti che quando erano morsi dai serpentelli se guardavano il serpente di bronzo innalzato da Mosè non morivano. Il serpente innalzato è simbolo della Croce di Cristo che ci salva dagli inganni.
Questo è il messaggio che oggi la Parola dona anche a tutti noi: guardare alla croce significa contrastare i falsi desideri che spingono a rifiutare la via di Dio, ci portano al peccato, ad assecondare gli inganni di falsa felicità del mondo. Guardare la croce dunque è accogliere la grazia che proviene dalla passione del Signore
Impariamo da Nicodemo e approfittiamo anche noi di questo tempo per cercare Cristo!