16.05.2021 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Nella prima lettura degli atti degli Apostoli di questa domenica, mentre Gesù sale al Cielo, due uomini in vesti bianche invitano gli apostoli a non guardare il Cielo: il Signore è salito al Cielo ma il Suo Spirito continua ad essere presente in chi lo accoglie.
L’Assunzione al Cielo della natura umana è il cuore della festa di oggi: dopo il peccato di Adamo l’uomo non era che polvere, ma ora il suo destino è rovesciato: il cuore rivolto al cielo, ma i piedi, la nostra vita, risplende qui in terra.
Nel Vangelo di Marco ascoltiamo infatti che “Il Signore agiva insieme a loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano”. La presenza di Gesù nella nostra vita ci rende capaci di continuare la Sua opera, portare avanti la missione di salvare l’uomo, perché testimoniamo che già oggi è possibile gustare la bellezza del Cielo. Così, quando si incontra un cristiano, si incontra Cristo che vive in lui.
Abbiamo bisogno, oggi più che mai, di vedere questi “segni” della Sua presenza, frutto della fede: il perdono, la misericordia, la capacità di mettere Dio al primo posto. Con il Suo Spirito possiamo fare anche scelte difficili e impegnative per seguire il Vangelo.
Questi sono i segni “celesti” che ha bisogno di vedere chi non conosce Dio.
Cristo si è incarnato per non rimanere un’idea, una bella teoria, un raccontino per bambini, ma per salvare ogni uomo. Attraverso di noi, che abbiamo conosciuto il Suo amore infinito.