01.08.2021 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Una tentazione sempre presente è quella di cercare in Dio, nella fede, un’assicurazione per la vita, un sistema che possa darci sicurezza per le cose del mondo, per saziarci dei beni materiai, risolvere i nostri problemi e affari, assicurarci consolazioni e anche prestigio. Un “pane” che nulla c’entra con Cristo, il cibo di vita eterna che Lui solo ci dona.
Chi incomincia a cercare sinceramente Cristo spesso è perché è passato per la delusione che danno le cose del mando, ha provato l’amarezza dei cosiddetti piaceri della vita, ha provato il fallimento delle aspettative di felicità che aveva pensato di raggiungere senza Dio; allora entra nella verità, comincia a capire che ha bisogno di qualcosa di più profondo, che non può accontentarsi di fugaci momenti di gioia.
Nel nostro cammino di fede possiamo essere come i giudei che mormorano contro Mosè e Aronne, dimenticano tutti i miracoli che Dio ha compiuto con loro, liberandoli dalla schiavitù, rimpiangono le cipolle d’Egitto. Chiedendo di essere sfamati, ricevono un cibo dal Cielo: Dio dà a loro la manna ma è un cibo che si esaurisce ogni giorno, mentre Cristo ci dona un alimento spirituale che non si esaurisce mai.
Abbiamo tutti bisogno di questo cibo, Cristo. Ricevere oggi questa luce significa entrare nella via di Cristo, abbandonare le menzogne mondane, con Lui e attraverso di Lui diventare anche noi “pane”, alimento di vita per gli altri, essere un segno dell’Amore Dio: pazienti, misericordiosi, capaci di accettare le debolezze dei fratelli, senza chiedere giustizia.
“Donaci Signore il pane del Cielo”, ripeteremo così nel salmo responsoriale.