14.11.2021 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Il Vangelo di questa domenica sembra rispondere ai pensieri che ci assalgono di fronte agli eventi tragici di questi ultimi mesi, che fanno pensare ad un avvicinarsi degli ultimi tempi. Ma quante volte nel corso dei secoli, dinanzi alle tante tragedie passate, l’uomo ha pensato a questo possibile avvicinarsi della fine?
Questa tendenza che possiamo chiamare catastrofismo nasconde il desiderio di sfuggire dal vero messaggio che ci mandano eventi naturali così tragici: ci ricordano la nostra precarietà, la nostra provvisorietà, in fondo ci mettono dinanzi alla verità della vita, che siamo creature e che sopra di noi esiste Dio, anche se non ci crediamo o lo ignoriamo.
Si tratta di un aspetto fondamentale per il cristiano: il discernimento, saper leggere i fatti della propria vita, riconoscere in quello che ci accade una parola di Dio. Lo Spirito Santo “Vi insegnerà ogni cosa” ci ha detto Gesù.
Anche le persecuzioni se sei davvero discepolo di Cristo arriveranno, ci dice ancora il Vangelo: forse in famiglia, forse sul lavoro, magari da chi hai aiutato e a cui hai fatto del bene… Perché la vita per il cristiano è un combattimento per guadagnare il Cielo, non per passarsela bene e senza problemi qui.
“Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” dice Gesù Cristo nel Vangelo, se siamo suoi veri discepoli. Lui ha ricevuto insulti e persecuzioni e alla fine è stato consegnato ai pagani. Partecipare un po’ alle sofferenze di Cristo non vuol dire che Dio si è scordato di noi: anzi, è un onore perché avremo sempre Cristo al nostro fianco per difenderci, per consolarci nel profondo, nel farci coraggio.
Ecco perché il cristiano non teme nulla, se non uscire dalla Volontà di Dio.