20.11.2021 – PAMELA SALVATORI

“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5,3)

“Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio” (Lc 6,20)

Povertà di chi “lascia tutto” per seguire Cristo; rinuncia a sé di chi si rinnega, prendendo la sua croce, ogni giorno.

Chi può davvero “lasciare tutto”? Eppure l’invito di Gesù è per tutti e nulla di impossibile viene mai comandato all’uomo. Dunque, in cosa consiste la povertà che tutti, possiamo vivere? Anche possedendo sostanze, cose buone, lecite e utili per la vita, persino necessarie …

San Tommaso d’Aquino scrive che esiste una rinuncia di fatto ai beni leciti per vivere solo per Dio, che è propria di coloro che sono chiamati a fare voto di povertà; vi è poi una rinuncia come disposizione d’animo possibile per tutti. È la parte più nobile e più difficile della povertà evangelica, necessita anch’essa della grazia e della luce divina per potersi attuare. Va domandata e desiderata, perché è l’essenza della perfezione, della stessa santità.

Essere disposti interiormente, davanti a Dio sinceramente, a rinunciare a tutto e a tutti qualora ce lo chiedesse, è vera fiducia nel Signore, abbandono provvidente a Lui, è Vangelo vissuto, è verità “fatta” nostra vita e nostra carne. Ed è possibile a chiunque, sebbene potrà accadere che nulla nei fatti ci verrà tolto.

È la disposizione d’animo alla povertà, che può causare il dolore umano della rinuncia, la vertigine dello svuotamento, lo “strappo” faticoso del distacco – immensa grazia di guarigione e liberazione, di gioia intima e silenziosa, che sperimenterà chi è disposto a riceverla- essa è il cuore della povertà, madre della vera pace di Cristo, della vera libertà dei figli di Dio, gli eredi del regno.

La “follia” della Croce di chi è disposto a “morire” nella sua carne per “rinascere” dallo Spirito… potrà comprenderlo chi lo vivrà …e non dovrà neppure preoccuparsi di mostrarla, perché si vedrà.

Sembra, infatti, che in questa povertà “regale” ci sia tutto il Vangelo…e, meravigliosamente, il nulla dell’uomo coincida con il tutto di Dio.

Beati voi, allora, intimamente spogliati di ogni proprietà, disposti a rinunciare ad ogni nuovo possesso che vuole appropriarsi di voi per dominarvi; beati voi liberi nel non desiderare alcuna cosa, persona, onore, fama, salute, proprietà di questa vita; disposti a fare ogni cosa o nessuna cosa, come le circostanze richiedono, senza alcuna preferenza… perché perdendo tutto, troverete tutto, disposti a lasciare tutto, tutto scoprirete vostro, perché di tutto voi divenerrete re.

Non vi è più alcuna cosa, desiderio o sostanza, che potrà dominare sul cuore che ha lasciato tutto, che continuamente perde ogni nuovo possesso, lo riconsegna a Dio. Ha recuperato il suo posto regale nel creato… Allora tutto è suo perché niente più domina il suo cuore. Il cuore libero si è fatto spazio per Cristo. E in quella povertà  in cui Dio regna, regna il Cielo, Cristo regna… di tali poveri è, dunque, realmente il regno di Dio. Tale è la regalità di coloro che si fanno ricchi per mezzo della povertà di Cristo.

Beati i poveri in spirito, perché tutto in loro è di quel Cristo che finalmente regna. Di essi, infatti, è il regno di Dio, il Cristo Re dell’Universo!