25.12.2021  – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

“Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio”.
Gesù nasce così. Nella povertà, come il più piccolo, in un posto dove nessuno lo nota, si preoccupa di Lui, e anche noi possiamo non curarci di lui, noi così grandi e importanti…oppure possiamo cercarlo, incaricarci di difenderlo e di occuparci di Lui, non rimaniamo indifferenti al suo pianto.
Questa è la Grazia che ricevono in quella notte i pastori: gente esclusa dalla Salvezza, gli scartati dai “cosiddetti” privilegiati, perché impossibilitati, per il loro lavoro, a rispettare la legge. Sono proprio loro che per primi accolgono questo Bimbo, hanno questo privilegio. Perché bisognosi di Salvezza. E vanno senza indugio da Cristo.
Questa Notte quanti di noi avranno la stessa decisione, lo stesso desiderio di trovare una risposta, vera, alle loro domande più profonde? Oppure rimarremo alla superficie, accontentandoci di risposte superficiali, poco impegnative, poco coinvolgenti?
Erode, rimane nascosto nel suo ricco palazzo sontuoso, ha paura di questo piccolo bambino indifeso, proprio come tanti di noi che ancora temono che accogliere Cristo significhi rinunciare a qualcosa: siamo come Erode. Anche se non ce ne rendiamo nemmeno conto o, meglio, non vogliamo riconoscerlo.
Così stanotte tanti di noi, anche se forse staremo in chiesa con la nostra famiglia, accanto ai preti, saremo tristi, impauriti di perdere qualcosa, in difesa. Se non abbiamo questo desiderio dei pastori, ma piuttosto la paura di Erode, non riceveremo niente da questo Natale. Forse già ci sentiamo giustificati e così questo giorno di festa non ci cambierà per nulla.
Triste è la vita di chi non si aspetta più nulla, preoccupato di difendersi da tutto. Chiediamoci allora se questa notte siamo disposti a rimettere tutto in gioco, ad aprirci alla novità, anche e soprattutto nei rapporti con gli altri. Disposti al perdono, a ricominciare da capo, a dare nuove opportunità. Per noi e per gli altri. Il Signore viene in questa notte per questo.
L’incontro con la piccolezza di Gesù ci permetterà di ritrovare l’allegria di sentirci figli amati: vedremo che con il Signore tutto si rinnova, avremo occhi nuovi con cui accorgerci dei Suoi doni. Di nuovo sentiremo la pienezza e il desiderio di Amare, di donarci.
Per questo Cristo si è fatto piccolo per noi.