01.01.2022 DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

«Noi ti lodiamo Dio, ti proclamiamo Signore» (Te Deum).
Con la recita del Te Deum stasera ringrazieremo Dio per il dono di questo anno che, anche se difficile e pieno di incertezze, in tante occasioni abbiamo potuto sentire il Signore al nostro fianco. Apriamo il nuovo anno con la solennità di Maria Madre di Dio, in greco Θεοτόκος, un dogma proclamato nel Concilio di Efeso del 431, per contrastare quelle idee, portate avanti da Nestorio, che affermavano che in Cristo convivono due nature distinte, umana e divina.
Tante volte anche noi possiamo vivere la nostra vita di fede in questo modo distorto, separando le due cose. Con il Natale, l’incarnazione di Gesù, si festeggia tutto il contrario: Dio non rifiuta la nostra parte umana, anzi tutto è divenuto Santo in Cristo.
Questo significa che oggi Cristo entra nella nostra vita, nei fatti piccoli e grandi e lì ci dona la Sua Grazia. Con ‘incarnazione non dobbiamo più crearci “uno spazio”, un “luogo”, separare sacro e profano, ma sempre Cristo è in noi, vuole abitare in noi.
Con la fede in Cristo non abbiamo più bisogno di uno spazio sacro, per questa ragione la fede non è un giudizio moralistico, un’esigenza. Il concetto di questa separazione fa parte dell’uomo vecchio, è ridurre la bellezza del cristianesimo ad una religione, adempiere una legge perché l’uomo ha bisogno di guadagnarsi il favore di Dio, è obbligato a fare qualcosa perché Dio si possa placare e doni qualcosa.
Con la festa di Maria Madre di Gesù proclamiamo invece che una creatura come noi, anche se dotata dal Signore di Grazie speciali, è diventata Madre di Dio. Con Lei noi oggi possiamo ricevere un lieto annuncio: non devi sforzarti di conquistare il favore di Dio, Gesù è nato in Maria perché tu possa scoprire che Dio ti ama senza condizioni e vuole che tu riceva lo Spirito Santo, lo Spirito di Suo figlio.
Allora possiamo dire stanotte: Signore, «Tu sei la nostra Speranza, non saremo confusi in eterno».