28.08.2022 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

A parole il Vangelo di questa domenica, di occupare l’ultimo posto, forse ci piace: ma poi la realtà che viviamo ogni giorno e all’opposto. Del resto, Anche durante l’Ultima Cena, i discepoli si litigarono i posti migliori…
Ognuno di noi vuole essere il primo, stimato, amato, riconosciuto: è umano, è la nostra natura. Un impegno faticoso, che ci appaga per un po’, ma poi passa presto, diviene sempre più esigente, rendendoci schiavi del giudizio degli altri. Tante volte vediamo “usare” anche la fede per raggiungere una realizzazione personale, dei titoli, un potere: è l’atteggiamento dei farisei, che Gesù chiama ipocriti.
Oggi allora sarebbe ricevere una Grazia se questo non ci bastasse più: sarebbe un momento di verità, in cui sperimentiamo che nulla ci riempie davvero, ci appaga fino in fondo, che non è possibile che siamo nati solo per servire il nostro “io”, per far soldi, vacanze, divertirci, magari sfruttando gli altri e approfittando di loro. Così nasce la conversione: arriva un momento di Grazia in cui proviamo disgusto di questo e incominciamo ad aprirci a qualcosa di più grande, a Dio.
Una crisi che è un momento di verità, in cui proviamo la sensazione che qualcuno finora ci ha ingannato…In realtà, nessuno ci ha ingannato, ma stiamo noi vivendo “da ingannati”; questo è l’inganno dell’uomo che crede di potersi costruire la felicità da solo, ignorando Dio, deridendo i suoi inviati.
Allora possiamo a scoprire che rivolgerci a Cristo diventa un’opportunità per scoprire come è bella la vita con Lui, sentiamo il desiderio di amare, in una parola riceviamo una “Santa nostalgia” del Cielo. Gesù è venuto tra di noi come Colui che serve: «nato nella stalla» e «morto sulla Croce», un fallito per i tanti “arrivati” al potere di ogni tempo e di ogni posto d’onore.
Ecco perché il posto giusto è quello vicino a Lui: quello di chi riconosce di essere piccolo e fragile, ma proprio in questo scopre la grandezza e l’Amore di Dio.