11.09.2022 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Il brano del Padre Misericordioso del Vangelo di Luca di questa domenica è una “cartina di tornasole” della nostra fede perché solo chi ha conosciuto l’amore di Dio, ha sperimentato il Suo perdono, può capire fino in fondo la bellezza di questa parabola di Gesù.
Non c’è niente di più difficile da comprendere quanto sia grande la Misericordia del Signore, è impossibile assumerla come “regola” della nostra vita senza averla prima incontrata; nulla di più complicato proprio perché l’amore, quello vero, non si spiega, non è razionale. Non segue ragionamenti o logiche di giustizia.
Così, San Paolo che l’ha incontrata lo testimonia con queste parole nella seconda lettura di oggi: “Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io?” (1 Timoteo 1, 15).
Se ancora contiamo sulla nostra giustizia, se non abbiamo ancora sperimentato la bellezza del perdono non capiamo questa parabola, perché vive in noi ancora l’uomo della giustizia, che non ha conosce l’Amore gratuito di Cristo: sono proprio come il figlio maggiore del Vangelo di questa domenica che rifiuta la bontà del Padre per suo fratello, si scandalizza della Misericordia.
La Croce di Cristo è incomprensibile per la mentalità del mondo: ma Dio così ci ha voluto salvare, mostrandoci cosa significhi amare. Una parola oggi tanto usata, spesso a sproposito, ma che soltanto Gesù non solo l’ha mostrata ma l’ha compiuta salendo sulla Croce perché noi fossimo salvi.
Conoscere Cristo e il Suo Amore cambia il nostro cuore di giustizieri, per ricevere quello del Padre Misericordioso.