12.04.2026 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

II DOMENICA DI PASQUA

 

«E che rispose il Signore al discepolo che ormai dichiarava ed esclamava: Mio Signore e mio Dio? Tu hai creduto – disse – perché hai visto: beati quelli che credono senza vedere. Di chi parlava, fratelli, se non di noi? Non di noi soli, ma anche dei nostri posteri», così scrive Sant’Agostino commentando il Vangelo di questa seconda domenica di Pasqua (Agostino, Discorsi 88).

Si, perché anche noi come San Tommaso nel percorso della nostra fede possiamo incontraci con il dubbio più profondo: “Ma davvero Cristo è risorto? Ma perché il Signore che ci ha liberato dalla morte, permette tante sofferenze e ingiustizie. Oggi vediamo le guerre che uccidono non coloro che le hanno volute, ma gli innocenti…”. la risposta è proprio nella Resurrezione di Cristo, ma per rispondere occorre avere “gli occhi della fede”, cioè aver fatto esperienza di Cristo.

Possiamo fare tante cose belle nella Chiesa, percorrere cammini di fede, frequentare i sacramenti e le devozioni più sentite, ma se non abbiamo un incontro personale con Cristo, niente cambia davvero nella nostra vita. Perché la Resurrezione non è un concetto teologico, una consolazione per chi non ha avuto successo, ma un’esperienza che cambia la vita: si passa dal “peso” dei giorni che trascorrono, alla gioia di sentirsi amato e Salvato.

L’incredulità di San Tommaso ci aiuta a non avere paura dei nostri dubbi: se vogliamo incontrare Cristo Lui si farà trovare. Il Vangelo ci indica che questo incontro avviene quando siamo nella comunità cristiana, con i fratelli, nella Chiesa: lì appare Cristo, dopo otto giorni dopo, cioè la domenica. Quando gli apostoli sono di nuovo riuniti, perché Cristo è vivo e si trova lì dove è la Chiesa.

Gesù come incoraggia Tommaso, oggi incoraggia anche noi: mostra che comprende la nostra debolezza e che è più grande la Sua Misericordia. Per questo San Giovanni Paolo II volle intitolare questa seconda domenica di Pasqua alla Divina Misericordia! Risuonino oggi nel nostro cuore le Sue parole:

«Maria, Madre di Misericordia, fa’ che manteniamo sempre viva questa fiducia nel tuo Figlio, nostro Redentore. Aiutaci anche tu, santa Faustina, che oggi ricordiamo con particolare affetto. Insieme a te vogliamo ripetere, fissando il nostro debole sguardo sul volto del divin Salvatore: “Gesù, confido in Te”. Oggi e sempre. Amen». (Omelia della Messa nella Domenica della Divina Misericordia, 22 aprile 2001).

 

Mons. Antonio Interguglielmi

 

 

 

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