01.02.2026 – DON ANTONIO INTERGUGLIEMI
Non serve difendersi dalla Parola del Vangelo di questa domenica, che ci sembra impossibile, lontana da noi. Solo Cristo per primo l’ha realizzata e solo chi riceve la Sua natura può continuare oggi la Sua testimonianza con le opere della propria vita: come? Come ha fatto Gesù che si è svuotato di se stesso, non si è imposto: ha voluto ricoprirsi della nostra fragilità, provare la mia e la tua angoscia, le nostre paure, perchè oggi potesse risplendere anche in noi la Gloria del Padre.
«Se dunque avrai lavato via di nuovo, prendendoti cura della tua condotta di vita, la sporcizia che è stata plasmata sopra il tuo cuore, tornerà a splendere in te la bellezza della somiglianza con Dio. […]. Ciò che è simile al bene è realmente buono. Dunque colui che guarda sé stesso, in sé stesso vede l’oggetto del suo desiderio, e così diviene beato il puro di cuore, perché, guardando alla propria purezza, nell’immagine vede il modello originario. […]» scrive Sant’Agostino (Omelia sulle Beatitudini VI 6,4).
Si, perché non possiamo illuderci di realizzarla con le nostre forze. Solo con l’umiltà possiamo riceverla come un dono, che ci invita a riconoscere che tante volte abbiamo rifiutato di essere un pò simili a Gesù: ogni volta che il Signore ha cercato di farci piccoli in questa vita infatti abbiamo cominciato a urlare, a protestare. Peggio ancora, a dubitare del Suo Amore.
Soltanto chi si “fa piccolo”, che accetta la volontà di Dio, chi accetta di essere messo all’ultimo posto come ha fatto Gesù, potrà vedere che è vero che il Signore cambia il pianto in gioia, vince i potenti e i furbi, i violenti e gli operatori di ingiustizia: Cristo sempre soccorre che si affida a Lui nelle ingiustizie e lo difende nelle persecuzioni, donandoci la gioia di sperimentare che Cristo è con noi.
Mons. Antonio Interguglielmi
