15.03.2026 – DON ANTONIO INTERGUGLIEMI

Come sempre Gesù compie un miracolo per aiutare anche noi oggi: ognuno, infatti, si chiede spesso se le sofferenze sono conseguenza dei peccati, una punizione per qualche sbaglio. Come se il Signore non fosse venuto per Salvarci.

Gli apostoli, anche loro, chiedono a Gesù “perché quest’uomo è cieco? Ha peccato lui oppure i suoi genitori”? un atteggiamento dell’uomo della carne, che è sempre alla ricerca di un colpevole, per trovare un motivo che possa spiegare, in modo molto superficiale, quello che avviene nella vita.

Quindi, se non conosciamo il Signore, siamo come quel cieco che sta chiedendo l’elemosina, cercando qualche consolazione di poco conto. Ma all’improvviso arriva un fatto che, come il fango sugli occhi che Gesù mette al cieco, ci disturba, forse arriva una difficoltà che non ci aspettavamo, che rovina l’apparente tranquillità, ci mette in discussione. In questa situazione, come al cieco, Gesù ci dice: “Va’ a lavarti nella piscina di Siloe”.

«Che significa Siloe? Ciò si interpreta, dice il Vangelo, mandato. Cioè: va’ a quel fonte nel quale Cristo redime i peccati. Sei andato, ti sei lavato, sei venuto all’altare, hai cominciato a vedere quello che prima non vedevi. Ciò significa: mediante il fonte del Signore e l’annuncio della sua passione i tuoi occhi si sono aperti. Tu che prima sembravi accecato nel cuore, hai cominciato a vedere la luce dei sacramenti» scrive Sant’Ambrogio nella sua opera sulle catechesi mistagogiche (I Sacramenti).

Questo disturbo, che ci obbliga a lavarci, significa, come scrive Sant’Ambrogio, tornare ai Sacramenti, cioè al Signore, ed è la nostra Salvezza: significa sentire la necessità di lavarci, quindi di smettere di ricercare felicità elemosinando un po’ di consolazione in tante cose che poi alla fine ci hanno sempre lasciati vuoti, per incominciare a fidarci e ad obbedire a Cristo.

Oggi, quarta domenica di Quaresima, è la infatti la domenica “Laetare”, cioè l’annuncio di quella gioia immensa che Cristo ci ha donato con la Sua Passione e Risurrezione, un anticipo della Pasqua, perché nella nostra vita risplenda la luce dell’Amore di Dio.

 

Mons. Antonio Interguglielmi

 

 

 

 

 

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