23.08.2026 – DON ANTONIO INTERGUGLIEMI
La domanda che Gesù fa a Pietro nel Vangelo di questa domenica è rivolta anche noi, perché ci invita a interrogarci su quale sia l’orizzonte della nostra vita. Anche se frequentiamo la Messa, abbiamo ricevuto i Sacramenti, possiamo vivere la nostra vita in maniera totalmente orizzontale, senza alcun rapporto con il Cielo, con la vita eterna.
Ci preoccupiamo in fondo solo di starcene bene qui, di accumulare e di crearci un posticino caldo da difendere da tutto e da tutti. Un ideale privo di qualsiasi interiorità, in cui tutto deve essere al mio servizio. A cominciare dagli altri. Per questo, è importante chiederci sinceramente chi è per noi Cristo, che posto ha nella nostra vita, concretamente.
Riconoscere Cristo vuol dire sperimentarlo vivo nei fatti della nostra vita. Se Cristo non entra davvero nella nostra quotidianità, viviamo senza una dimensione celeste: la conseguenza è che avremo paura della morte e per questo cercheremo costantemente sicurezza nei soldi, nel lavoro, negli affetti. La paura della morte si prova nel non essere amato e per questo occorre cercare con tutto me stesso il prestigio, dobbiamo primeggiare.
Un cristiano così starà sempre cercando una “regoletta” per stare nella legge, per giustificarsi; del resto, non crede nella vita eterna, è molto lontano da Dio, forse la sua religiosità serve solo per trovare un’altra sicurezza umana. Non ha trovato la cosa più importante, l’unica che conta: l’Amore di Dio per lui, manifestato in Cristo Gesù.
Per chi ha incontrato il Signore, lo riconosce come fa Pietro non servono a nulla le regole: ha scoperto che Dio è innamorato di te, di noi. Che Dio è amore.
«La confessione di Pietro ottenne pienamente la ricompensa che meritava per aver visto nell’uomo il Figlio di Dio. È beato e viene lodato perché ha visto al di là dello sguardo umano, non guardando ciò che veniva dalla carne e dal sangue, ma contemplando il Figlio di Dio, rivelato dal Padre ce leste, e viene giudicato degno di riconoscere per primo ciò che in Cristo era di Dio» (S. Ilario di Poitiers; Commento a Matteo XVI, 7).
Chiediamo lo Spirito Santo, chiediamo riconoscere e di trovare l’amore di Dio, di ascoltare la Sua Parola e allora, come dice Gesù a Pietro, saremo veramente “Beati”, felici!
Mons. Antonio Interguglielmi
