14.02.2026 – S.M.

Pubblichiamo di seguito un breve stralcio del Messaggio del Santo Padre Leone XIV per la Quaresima 2026, sul tema «Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione».
Sono parole che forse abbiamo già ascoltato molte volte, ma che continuano a parlarci e a interpellare il nostro cuore.
Nella vita delle nostre comunità possiamo talvolta riconoscere ferite causate dal chiacchiericcio, sguardi appesantiti dal rancore, il desiderio — spesso inconsapevole — di affermarsi o di occupare spazi di “potere” anche nella parrocchia. Rischiamo così di lasciare che il pronome “io” prenda il posto del “noi”, dimenticando che il Vangelo ci ricorda di essere servi, chiamati non a primeggiare ma a servire.
La parrocchia è casa e scuola di comunione: non un luogo dove colmare i nostri vuoti, ma uno spazio in cui imparare a donarci. Per questo ringraziamo il Signore quando incontriamo persone semplici, sorridenti, capaci di portare con discrezione il peso delle proprie croci.
Ognuno, infatti, ha la sua croce. C’è chi sceglie di deporla ai piedi di Cristo, affidandola a Lui nella preghiera, e chi, talvolta senza accorgersene, rischia di riversarla sugli altri. La Quaresima ci invita proprio a questo: tornare all’essenziale, ascoltare di più, giudicare di meno, e lasciarci convertire dall’amore paziente di Dio.
Papa Leone:
…”Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”…

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