14.02.2026 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire ma a dare pieno compimento”: ma allora come possiamo compiere una serie di precetti così esigenti come quelli che ascoltiamo nel Vangelo della montagna di questa domenica? La risposta è nel capire cosa vuol dire Gesù quando dice che con Lui si compie la Legge.

La fede non è uno sforzo per osservare precetti e regolette, un insieme di prescrizioni che servono a fare delle brave persone, oneste, di cui gli altri possono riconoscere la rettitudine morale, frutto del loro impegno e della loro coerenza. Per questo Gesù non ha affrontato la Passione e la Croce: lo ha fatto invece per farci ricevere la Sua capacità di amare, il compimento della legga, qualcosa di sconosciuto e incomprensibile per l’uomo che conta solo su sé stesso.

Gesù Cristo è venuto tra noi per donarci qualcosa di molto più bello e di più profondo che farci ricevere una certificazione di “brave persone”; per questo bastava la nostra onestà e forse la legge dello Stato. Cristo è venuto per distruggere il potere della morte che ci impedisce di amare chi è diverso da noi. Ecco come si potrà compiere anche in noi il discorso della Montagna: potremo amare chi non la pensa come noi, chi sbaglia. Tu potrai amare i difetti di tua moglie o di tuo marito, gli sbagli dei tuoi figli, perdonare la cattiveria dei falsi amici.

Soltanto chi ha incontrato Cristo può avere questa capacità, perché ha ricevuto una nuova natura; in noi si compie quello che ascoltiamo da San Paolo nella seconda lettura di oggi, “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano”.

Abbiamo bisogno dell’incontro con Cristo. Perché non basta il sentimento per sposarsi, per donare la vita alla Chiesa non è sufficiente fare delle belle prediche o tante liturgie suggestive, parlare di misericordia e poi eliminare senza pietà chi non la pensa come noi, uccidere nel cuore chi ci sta accanto. Soltanto chi ha incontrato il perdono di Cristo sarà capace di vivere nella Sua Grazia.  

Madre Teresa ricordava che quando arriverà il momento del giudizio Dio non ci chiederà “Quante cose buone hai fatto nella tua vita”? ma “Quanto amore hai messo in quello che hai fatto?”.

Mons. Antonio Interguglielmi

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