02.08.2026 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI
Il Signore oggi ci invita a guardare alla nostra vita con fiducia in Lui; troppe volte infatti siamo come gli apostoli che si rendono conto che non possono fare nulla per aiutare a sfamare la folla e quindi non rimane altro che congedarli. Ma dimenticano, proprio come noi, che Gesù è con loro, che è proprio Lui che può sfamare tanta gente, che può rispondere alle nostre difficoltà.
Dimenticare quindi Cristo, pensare che possiamo e dobbiamo risolvere noi i problemi.
«Gesù, dunque, in virtù di quella forza che aveva dato ai discepoli di nutrire anche altri, disse: Date voi loro da mangiare. E quelli, senza negare di poter dare dei pani, ma credendo che fossero molto di meno e insufficienti a nutrire quanti avevano seguito Gesù, non consideravano che, avendo preso ogni pane o parola, Gesù lo fa aumentare quanto vuole, rendendolo bastevole per tutti quanti voglia nutrire, e dicono: Non abbiamo qui se non cinque pani e due pesci» (Origene, Commento a Matteo, XI,1-3).
Gesù risponde alle loro incapacità: i discepoli dovranno soltanto portare i pani e i pesci Gesù, che alza gli occhi al cielo, segno della Sua comunione con il Padre, far discendere una potenza, lo Spirito Santo e poi con la sua parola benedice, moltiplicandoli per la folla. Infine, gli spezza perché i discepoli stessi li distribuiscano.
Sono tre gesti di Gesù che richiamano chiaramente l’Eucaristia: la preghiera al Padre, l’invocazione dello Spirito, lo spezzare del pane che richiama la croce.
È il dono di Cristo che riceveremo anche questa domenica, la risposta alle necessità, alla nostra fame d’amore e alle nostre domande più profonde.
Mons. Antonio Interguglielmi
