27.09.2026 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

«Invece è possibile vedere che alcuni, in certo senso grazie al pentimento, si danno ad una vita migliore, e si prendono cura di sé stessi per migliorare, malgrado l’attesa iniziale, mentre altri che hanno fatto grosse promesse piuttosto precipitosamente, coi fatti poi vivono in senso contrario alle loro promesse» (Origene, Commento a Matteo XVII, 5).

Gesù nel Vangelo di questa domenica mostra di conoscere molto bene il cuore dell’uomo, sa che non contano tanto le parole e i buoni propositi quanto invece i fatti. L’uomo ha sempre la possibilità di convertirsi, di cambiare idea e incominciare a seguire il Signore, come l’uomo del Vangelo che all’invito di andare a lavorare nella vigna risponde col sentimento, d’istinto: “non ne ho voglia”, ma poi obbedisce. Altri invece dopo aver detto “si” preferiscono poi altre cose…

La nostra natura è normale che d’istinto non ha la tendenza a non giudicare, non ha voglia di perdonare, di combattere i sensi, di non essere al primo posto. Ma una volta che un uomo ha sperimentato l’Amore di Dio, ha provato che cosa significa essere perdonato da Lui, incomincia a cambiare la sua natura che chiede giustizia, a desiderare di mettere in pratica quello che Gesù ci ha mostrato con la Sua vita. In una parola, passa dall’uomo della legge, della pretesa e della falsa giustizia, alla Grazia.

Ancora una volta la Parola di questa domenica ci rivolge una chiamata: accogliere l’invito alla libertà, quella vera, che ci rende capaciti di trasformare la nostra vita in un dono, per noi e per gli altri. Abbiamo tutti, bisogno di conversione, perché ogni giorno è un combattimento per difenderci dalla tentazione dell’egoismo, della pigrizia, del voler primeggiare: quando ci saremo stancati davvero di una vita mediocre, allora potremo rivolgerci al Signore con le Parole che canteremo dal Salmo di questa domenica: «Fammi conoscere, Signore le tue vie, insegnami i tuoi sentieri» (Salmo 24).

 

Mons. Antonio Interguglielmi

 

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