11.10.2026 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Scrive San Gregorio Magno commentando il Vangelo di questa domenica: «Siccome infatti alcuni, tutti dediti ad attività terrene o impegnati negli affari di questo mondo, non si preoccupano di meditare il mistero dell’incarnazione del Signore e di conformarvi la vita, rifiutano – come nel racconto della parabola – di venire alle nozze del re, preferendo andare in campagna o darsi agli affari».

Anche questa domenica siamo tutti invitati ad una festa: la sala delle nozze è la Chiesa, dove si celebra il Mistero d’Amore di Cristo per noi, dove sono accolti buoni e cattivi; però rispondono a questo invito solo coloro che, riconoscendo la loro debolezza, accettano di seguire il Signore, perché si realizzi in loro una vita di Grazia.

Quanti questa domenica avranno invece cose più importanti da fare, rimanendo legati ai loro progetti: “Quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero”. Si compie questa Parola di Gesù anche oggi.

Così, il disprezzo per i doni che il Signore aveva preparato per loro, farà sì che queste Grazie verranno date ad altri, a coloro che non si sentono così autosufficienti e pieni di sé, chiusi nei loro ideali, ma che sono invece bisognosi di aiuto, in fondo “i poveri di Spirito” di cui parla Gesù nelle Beatitudini del discorso della Montagna di Matteo.

L’invito alle nozze di Dio, infatti, trova sempre chi lo accolga: spesso sono coloro che hanno aperto gli occhi sulla realtà della vita, perché delusi dalle attività mondane, che hanno sperimentato come, aver scelto di seguire altre vie e abbandonato quelle del Signore, ha reso la loro esistenza arida e insignificante. Per quanti soldi e case hanno accumulato, non sono diventati felici ma solo più preoccupati dalle cose inutili.

San Carlo Acutis, di cui celebreremo domani la festa, lo aveva capito molto bene: «L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo!»

 

Mons. Antonio Interguglielmi

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