19.04.2026 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI

Il racconto dei discepoli di Emmaus, che è proprio del Vangelo di San Luca, vuole sottolineare la delusione dei discepoli di fronte alla croce. Stanno forse ritornando al loro solito lavoro, tutto è sembrato solo un sogno. Ma adesso, che Gesù, “colui che doveva salvare il popolo” è morto, niente a più senso. È ora di riprendere la solita vita.

Invece, proprio nel momento in cui tutto sembra perso, quando ormai non abbiamo più aspettative, si manifesta Gesù, lo fa quando tutte le nostre risorse sono oramai esaurite: è l’esperienza degli apostoli.

Così il Signore raggiunge i discepoli, che camminano spinti dalla delusione, perché hanno smarrito la via; la via secondo il commento di Sant’Agostino è Cristo stesso nella sua umanità, poiché i due apostoli sono stati scandalizzati dalla croce, non ricordano nemmeno che Gesù stesso gli aveva predetto la sua Pasqua. più forte è lo scandalo della morte.

Gesù si fa vicino e gli parla: avviene così che incominciano a leggere la storia in modo diverso, illuminati dal Signore, pur non sapendo che fosse Lui: così lo invitano a rimanere con loro. Finché, a tavola, finalmente capiscono: ma proprio in quel momento Gesù sparisce. Il Signore non si fa più vedere per lasciar posto alla fede, attraverso la quale il cristiano consegue la salvezza, perché è la fede che ci aiuta accogliere il Signore.

Questo stupendo brano ci ricorda ancora una volta cos’è la Pasqua: è la capacità di trasformare le nostre notti di delusioni e di tristezza, il nostro camminare su strade che non portano a nulla, in un’alba nuova di Speranza. Questo è l’incontro con Cristo: dal buio dei nostri insuccessi, in una gioia immensa! Tanto grande che non resistono e devono raccontarlo: abbiamo visto Cristo risorto!

 

Mons. Antonio Interguglielmi

 

 

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