12.07.2026 – DON ANTONIO INTERGUGLIELMI
Ascoltare è la condizione per ricevere la fede. Ma ascoltare non è per niente facile perché tutti abbiamo l’attitudine di “vagliare” e di “scegliere”, secondo il nostro filtro, accettando quello che noi pensiamo giusto o che riteniamo ci possa servire, rifiutando troppo spesso ciò che non corrisponde ai nostri schemi…
Ascoltare è accogliere, molto diverso da udire o sentire: è richiesta l’umiltà di riconoscere che abbiamo da imparare, saper accettare che possiamo aver sbagliato ed essere disposti a cambiare, essere capaci di mettere al primo posto il Signore, dicendo come Pietro “Signore da chi andremo? Solo tu hai Parole di vita eterna” (Gv. 6,68). Accogliere la Parola significa metterla in pratica, nei fatti: non a caso in greco il verbo ascoltare è molto simile al verbo ubbidire.
Ieri, 11 luglio, abbiamo celebrato San Benedetto da Norcia, patriarca del monachesimo occidentale. I monaci seguono ancora oggi la sua Regola che, fondata sulla ricerca della volontà di Dio, realizzata con l’ascolto e l’ubbidienza, inizia proprio con queste parole: “Ascolta, figlio, le parole del maestro; inclina le orecchie del cuore”.
Spesso tuti noi poniamo come una barriera all’ascolto, finendo poi per dire “il Signore non mi parla”, oppure “non lo capisco”! questo avviene perché Dio si fa sentire quando il nostro cuore è disposto davvero ad ascoltarlo, perché il Signore rispetta fino in fondo la nostra libertà. Non ci tratta da burattini, come qualche volta a noi piacerebbe tanto, per non avere la responsabilità di poter sbagliare.
Maria, la madre di Gesù, la donna dell’ascolto, perché in Lei c’è l’umiltà. Alcuni eremiti nel secolo XII salgono sul monte Carmelo, fondando un Ordine sotto la guida della Vergine. Nasce la devozione alla Madonna del Carmelo, con lo Scapolare che riveste il cuore del cristiano che ricorre a Lei: la festeggeremo questa settimana.
Anche noi chiediamo alla Vergine del Monte Carmelo la Grazia di essere capaci di accogliere la Parola di Gesù come un dono, un’ancora di Salvezza nel mare agitato della vita.
Mons. Antonio Interguglielmi
